SEO 2021: trend, strategia e pianificazione

Daniel Casarin

Pubblicato da Daniel Casarin

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Una guida completa e aggiornata per conoscere e mettere in atto le migliori strategie in ambito SEO. Per essere al passo con le nuove tendenze e figurare tra i primi risultati nella SERP (search engine results pages) di Google è necessario elaborare contenuti di valore che mettano l'utente al centro del processo. 

Punti chiave dell’articolo:

  • User experience (UX) è la parola d’ordine per creare una strategia SEO efficace.
    In questo percorso è essenziale comprendere l’utente e cosa stia alla base del suo percorso di ricerca. 
  • È l’evoluzione che ha caratterizzato e continua a caratterizzare il mondo SEO: documentarsi sulle regole che in passato hanno portato a buoni risultati è fondamentale per comprendere e mettere in atto i meccanismi che attualmente regolano il posizionamento di un sito web.

 

Vi state domandando se nel 2021 stanno emergendo nuovi trend SEO da seguire per ottimizzare il posizionamento del vostro contenuto sulla SERP (search engine results page) di Google? 

La risposta è affermativa. 

Anche se spesso è difficile predire con esattezza le tendenze future, è comunque possibile carpirle sulla base dei cambiamenti avvenuti in precedenza. 

Il nuovo anno si apre all’insegna di svariate novità per quanto concerne i trend                                   in materia di SEO. 

Proprio per la natura variabile del mondo digitale, è di cruciale importanza rimanere sempre aggiornati per pianificare una valida strategia di ottimizzazione, che si allinei con gli algoritmi mutevoli di Google. 

Pensate che in un anno il colosso di Mountain View ha introdotto oltre 3600 piccole modifiche    ai suoi algoritmi.

Sebbene sia importante non dimenticare le regole che hanno dominato la SEO negli ultimi anni, è altrettanto vitale comprendere come stia cambiando questo settore e quali fattori siano imprescindibili per ottenere evidenti miglioramenti nelle performance di ranking e per conquistare la prima pagina di Google. 

Se rimane invariata l'importanza di puntare sulle keyword più pertinenti per il nostro contenuto, ci sono oggi molti altri elementi da considerare. 

Scopriamo insieme nel dettaglio tutti i trend SEO 2021. 

In questo articolo ci occuperemo:

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User experience (UX): il centro del mondo SEO

Adattamento è la parola chiave per chi lavora nel mondo SEO. 

E nel 2021, complice la drammatica pandemia da COVID- 19 che ha cambiato radicalmente le abitudini della maggior parte degli internauti, questo concetto è più attuale che mai e strettamente collegato alla user experience (UX). 

Ma di cosa si tratta? 

Molto semplice: l'utente, le sue esperienze, le sue necessità ma, soprattutto, l'evoluzione del suo comportamento di ricerca, hanno assunto un ruolo di primo piano, diventando il perno sul quale ruotano i nuovi algoritmi di Google per determinare la validità di siti e di contenuti web. 

Capire a fondo come ragiona il pubblico target creando contenuti che seguano, in primis, il loro intento di ricerca e rendano ottimale l’esperienza d’uso è una tattica vincente. 

Il primo, fondamentale step, dunque, è capire chi sono i propri utenti di riferimento - le cosiddette buyer persona - e i motivi (search intent, appunto) per i quali stiano effettuando     una determinata ricerca.

Avere chiaro questo obiettivo aiuta a creare contenuti chiari, in grado di rispondere precisamente alle domande del cliente e al perché sia arrivato a consultare                                      una determinata pagina.

 

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SEO 2021: quali sono i trend da tenere d'occhio

Non è per niente facile districarsi in ambito SEO. Basta pensare che esistono più di 1,74 miliardi di siti web e sono oltre 200 i parametri di ranking di Google in costante evoluzione, per determinare il posizionamento di un sito web nella SERP

Conoscere tutti i fattori che entrano in gioco in questo scenario è un buon punto di partenza per mettere in atto un piano SEO efficace. 

Se la user experience (UX), già ampiamente considerata in passato nelle strategie di marketing, è sempre più al centro delle tattiche SEO, a questa si affiancano alcuni nuovi trend che nel corso del 2021 giocheranno un ruolo di primaria importanza. 

Non ci dimentichiamo che un sito web ben posizionato e user friendly è alla base di ogni buona strategia.

Bisogna tenere in considerazione, come ha sottolineato il SEO trainer Brian Dean, che il 70-80% degli utenti web si concentra sui risultati organici e non su quelli a pagamento. 

Addentriamoci nel cuore della questione ed esaminiamo alcuni fattori SEO già presenti da diversi anni in questo scenario composito, ma che nel 2021 saranno da considerare                      con maggiore attenzione. 

1. Intelligenza artificiale, RankBrain e l'apprendimento automatico

Era il 2015 quando ha fatto la sua graduale comparsa RankBrain, parte integrante di Hummingbird, il più complesso e completo algoritmo di Google, in grado di eseguire azioni simili a quelle di un essere umano.

Può apprendere da se stesso e interpretare i dati con un approccio guidato    dall’intelligenza artificiale. 

Una svolta epocale l’introduzione di RankBrain, che è diventato quello che Google definisce il terzo fattore di ranking più rilevante per le pagine web. 

Google RankBrain, grazie a un sistema di apprendimento automatico, machine learning, riesce a ordinare miliardi di pagine conosciute catalogando le più rilevanti per ogni query di ricerca.

È capace di creare autonomamente, senza che qualcuno lo programmi, collegamenti tra le parole e le frasi. 

Attualmente, una strategia SEO è efficace se il sito web o il contenuto è ottimizzato per RankBrain. 

Ecco di seguito i parametri da controllare per un miglior posizionamento: 

  • Navigazione user friendly
  • Contenuti ben strutturati in topic cluster
  • Tempi di caricamento delle pagine
  • Scrittura più naturale con l’introduzione di Google BERT (bidirectional encoder representations from transformers) un update dell'algoritmo di Google grazie al quale il browser è in grado di comprendere al meglio il linguaggio naturale (natural language processing NLP) degli utenti
  • Utilizzo di backlink, definiti anche inbound link, link in entrata o link esterni. Si tratta di link che partono da siti esterni e puntano verso il vostro sito web. È un meccanismo molto importante perché Google lo utilizza per comprendere l’autorità di quella pagina.
    Considera i backlinks come la reputazione online di un sito Web
  • Dimensione dei file caricati
  • Crawlability, ovvero leggibilità del sito web da parte del motore di ricerca 
  • Tempo di permanenza dell’utente sul sito (3 minuti è un buon risultato)

2. Ricerca vocale: è boom con la diffusione degli
smart speaker

Nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito ad una crescita esponenziale dell’utilizzo di assistenti vocali come Siri, Google Assistant e Alexa. 

E le previsioni indicano un trend positivo che, entro il 2022, porterà oltre il 55% delle famiglie ad utilizzare uno smart speaker. 

È proprio in correlazione a questa tendenza che la ricerca vocale si sta facendo strada sia nel modo in cui gli utenti cercano le informazioni online sia per i brand che propongono i propri beni o servizi in rete. 

Va da sé che ottimizzare i propri contenuti per la ricerca vocale porti ad una migliore rintracciabilità del sito web, sia che la query venga digitata sia che venga pronunciata. 

Quali sono i vantaggi della ricerca vocale?

  • Processo di ricerca più rapido di 3/4 volte rispetto alla scrittura sulla tastiera
  • Utilizzo di un linguaggio più naturale quasi come se si stesse parlando con una persona reale. Questo implica la necessità di ottimizzare i contenuti SEO con long tail keyword, ovvero parole chiave composte da due o più termini, per ricerche più lunghe e specifiche. Non è raro che nelle ricerche vocali siano utilizzati anche termini tipici delle domande del parlato (perché, quando, come)
  • Comfort di utilizzo rispetto alla scrittura su tastiere di piccole dimensioni
  • Diminuzione del tasso di errore rispetto alla digitazione in fase di scrittura
  • Multitasking, possibilità di eseguire più azioni contemporaneamente alla ricerca vocale
  • Risultati con una maggiore pertinenza e geolocalizzati in base alla posizione del telefono cellulare. Un plus da non sottovalutare e che influisce sul ranking poiché i risultati sono maggiormente selezionati. Per alcune categorie (hotel, ristoranti) si tratta di una grossa chance di acquisire nuovi clienti
  • Ricerche più lunghe e complesse poiché l’utente si dilunga con maggiori informazioni

 

 

Webinar "SEO e content marketing 2021"

3. Mobile First Indexing, la rivoluzione mobile di Google

Nell’aprile 2018, l’avvento del “Mobile First Indexing” rivoluziona il modo in cui Google    indicizza i contenuti.

Se prima il desktop era considerata la versione di riferimento per le strategie SEO, ora il motore di ricerca rivolge la sua attenzione principalmente verso il formato mobile del sito web.

Il mobile oggi determina il ranking e l’indicizzazione del dominio. 

È importante precisare che se un sito web non dispone di una versione mobile sarà il contenuto desktop ad essere ancora considerato. 

È pur vero, però, che la mancanza di un approccio mobile friendly potrebbe impattare in modo negativo sul ranking di quel sito web. 

Siamo di fronte ad una vera rivoluzione nel pensiero degli utenti: per navigare sul web, il desktop viene accantonato in favore dello smartphone, in grado di fornire una ricerca                                   più rapida e immediata. 

E i dati divulgati dal World Advertising Research Center confermano questo trend: entro il 2025 oltre il 70% degli utenti navigherà sul web esclusivamente con l’utilizzo di                    dispositivi mobili

Tenete presente due fattori per essere certi del fatto che la versione mobile del vostro sito web sia ben fruibile:

  1. Velocità di caricamento: non può superare 10 secondi, tempo massimo di attesa prima che l’utente abbandoni la pagina. Per testare i contenuti di un sito web e capire come migliorare la velocità è utile PageSpeed Insights di Google
  2. Mobile responsive: è importante realizzare un’unica versione del contenuto, che si adatti automaticamente al formato dello schermo del device mobile

Tutti i contenuti dinamici si auto ridimensionano a seconda del device utilizzato, che questo sia un telefono cellulare o un tablet.

Un contenuto fruibile sviluppato in tal senso contribuisce a diminuire la percentuale di rimbalzo, ovvero di abbandono del sito web da parte dell’utente.

4. Google EAT: i 3 elementi imprescindibili

Se desideri che Google dia risalto e riconosca il tuo sito web come fonte autorevole per un determinato argomento, è importante che rispetti i criteri del paradigma EAT: expertise (esperienza), authoritativeness (autorevolezza) e trustworthiness (affidabilità). 

Questo trinomio, che a breve andremo ad analizzare, è stato estrapolato da “Linee Guida per la valutazione di qualità della ricerca” di Google, un documento di 168 pagine pubblicato nel 2013, grazie al quale i quality rater di Google (persone e non robot) controllano la qualità                          di una pagina web. 

Diamo uno sguardo più da vicino ai tre elementi che caratterizzano Google EAT:

1. Esperienza (Expertise)

Per quanto scontato possa sembrare, è importante che chi scrive contenuti dimostri di possedere molta esperienza in quel determinato campo o disciplina.

2. Autorevolezza (Authoritativeness)

Essere autorevoli significa che un’organizzazione o una persona vengono considerate alla stregua di un’autorità in merito ad un dato argomento se anche altre persone, altrettanto esperte sull’argomento, le reputano tali.

L’autorità si basa sulla reputazione acquisita nei confronti di altri esperti nel medesimo settore. Per valutare questo parametro è sufficiente cercare nel web informazioni sulla reputazione di quel determinato sito web o individuo.

Molto utile è anche affidarsi a recensioni, referenze e consigli di esperti, nonché consultare articoli di settore

3. Affidabilità (Trustworthiness)

Questo concetto risponde alla domanda “Per quale scopo una persona pubblica determinati contenuti?” 

È importante che tutto il materiale sia pertinente e veritiero affinché gli utenti ci possano fare affidamento senza incappare in notizie fake, redatte solo per acquisire visibilità. 

Per giudicare l’affidabilità di un contenuto si tiene conto sia dei singoli contenuti sia del sito web nella sua interezza. 

L’intento di Google è chiaro: preservare gli utenti da notizie false e di scarsa qualità, garantendo che le pagine presenti nella SERP siano attendibili, specialmente se l’argomento trattato rientra in una sfera delicata.

I parametri di Google EAT diventano imprescindibili quando un contenuto ha a che fare con temi che Google definisce YMYL (your money or your life, i tuoi soldi o la tua vita), ovvero con informazioni che potrebbero impattare sulla sfera personale di ogni individuo in ambito di felicità, salute, stabilità finanziaria e sicurezza.

 

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5. Long content: l'importanza di scrivere contenuti lunghi

Se è vero che per una buona strategia SEO si devono scrivere contenuti pertinenti e di valore, è altrettanto importante che questi siano anche lunghi e densi di contenuti. 

Il report stilato da State of Content Marketing e pubblicato da SEMrush ci fornisce un dato preciso a riguardo: i testi superiori a 3mila parole ottengono il triplo delle visualizzazioni e un tasso di backlink più alto di 3,5 volte

Affidabilità, lunghezza ma anche profondità dell’argomento trattato, possibilmente ben strutturato e suddiviso in sezioni, sono elementi necessari per coinvolgere il lettore e rendere la lettura di un contenuto più immediata.

Assicuratevi, inoltre, di fare buon uso di backlink che rimandino a fonti pertinenti e autorevoli. 

6. Featured snipped, risposte immediate con zero click

I featured snippet, conosciuti anche come snippet in primo piano, sono risultati organici messi in risalto da Google e contenuti in un riquadro nella parte superiore della pagina dei risultati di ricerca. 

Comparsi per la prima volta nel 2014, i featured snippet forniscono una risposta concisa ma esaustiva all’utente e alla domanda da lui formulata nella barra di ricerca. 

Questo meccanismo permette di ottenere una risposta senza dover cliccare su un risultato e leggerne il contenuto

Nel riquadro che evidenzia i featured snippet troviamo le informazioni salienti: un estratto della pagina web dal quale è stato estrapolato il contenuto, il titolo, l’url della pagina e un’immagine.

Teniamo presente che gli snippet in primo piano hanno carattere temporale e possono cambiare con cadenza giornaliera. 

È intuibile che se Google evidenzia un estratto di una pagina web in uno snippet in primo piano, questo si tradurrà in un aumento significativo di traffico generato al sito web. 

Dal 2021 Google sottolinea ancor di più il ruolo fondamentale degli snippet in primo piano, nella cui creazione è bene puntare e utilizzare parole chiave pertinenti e ricerche correlate per mappare il percorso di ricerca di una query degli utenti.

7. Il video: formato per investire e produrre contenuti

Meglio guardare un video della durata di un minuto oppure leggere un testo di 200 parole? 

La risposta arriva dai 33 miliardi di visite al mese registrate da Youtube, il sito web più visitato al mondo. 

Secondo una ricerca condotta da Cisco, nel giro di pochissimi anni i contenuti video avranno la meglio su tutti gli altri formati in termini di fruizione

Non è un caso che Google abbia incluso anche i video nei featured snippet. 

Questi dati incoraggiano sicuramente la costruzione di una strategia SEO che tenga conto e dia risalto ai video, purché questi siano ottimizzati in termini di contenuto, tag, descrizioni, titoli e trascrizione del parlato per una migliore indicizzazione. 

Un esercizio utile se vogliamo ottimizzare un video per Youtube è il seguente: digitate nella barra di ricerca l’argomento relativo al vostro video e osservate i risultati. 

Grazie a questo lavoro sarà possibile capire più facilmente l’intento di ricerca dell’utente e il perché sia arrivato al vostro contenuto. 

8. Immagini, l'importanza visiva per l'inidicizzazione

Così come i video, anche i contenuti visivi sono importanti agli occhi di Google. 

Per questo è bene ottimizzare correttamente le immagini all’interno del vostro sito web e della vostra sitemap, così da posizionarvi ai primi posti nella ricerca su Google immagini e migliorare la visibilità complessiva del vostro contenuto. 

Non trascurate i dettagli: un’immagine di qualità, pertinente con il contenuto della pagina, rinominata con le keyword corrette e munita di alternative text è fondamentale affinché Google indicizzi al meglio il sito web.

Inoltre, grazie a social media come Pinterest e Instagram, l’utilizzo dei contenuti visivi continuerà la sua crescita anche nel 2021. 

9. Keyword correlate: una rete di informazioni per l'ottimizzazione

Non sono importanti solo le keyword principali ma anche quelle semanticamente correlate che, insieme all’intento di ricerca (search intent), contribuiscono a creare una rete di informazioni pertinenti per i motori di ricerca. 

In parole semplici vogliamo dire che concentrarsi sulle singole keyword non è più sufficiente. La vera rivoluzione è ottimizzare il proprio contenuto in gruppi di argomenti. 

Le parole chiave semanticamente correlate avranno maggiore importanza. 

Preso atto del fatto che Google non considera più solo stringhe di parole, analizziamo sempre il contesto della query e capiamo l’intento di ricerca dell’utente: in questo modo otterremo più informazioni pertinenti fornite da parole chiave primarie e secondarie          correlate logicamente.

Inoltre, ottimizzate e strutturate i contenuti per cluster di argomenti senza concentrarvi
sulle singole parole chiave. 

Sono a disposizione di tutti diversi strumenti a supporto di questo processo, come keyword planner tool di Google, in grado di fornire informazioni sul volume di ricerca mensile                      di ogni keyword. 

Come funziona? È bene partire da uno o più termini che descrivano al meglio il contenuto delle pagine da ottimizzare. 

Lo strumento suggerirà automaticamente una serie di parole legate alla keyword                    di partenza. 

10. Local SEO, la nuova realtà dominante

La natura globale e inclusiva del web ci allontana un po’ da quella che sta diventando la nuova realtà dominante, quella della local SEO.

Secondo la local SEO, a prevalere sono le ricerche di carattere, appunto, locale, ovvero di beni e di servizi che siano ubicati vicino a noi. 

Nella maggior parte dei casi, le persone ricercano negozi, strade o ristoranti, ad esempio, che siano nelle loro immediate vicinanze. 

L'evoluzione della local SEO è una conseguenza diretta dell’incremento delle ricerche a zero click, nelle quali la query dell’utente ottiene una risposta attraverso la SERP stessa, senza necessità di cliccare su alcun risultato della pagina. 

Questo nuovo processo, che diversi esperti definiscono la nuova normalità, è strettamente correlato all’aumento degli snippet in primo piano. 

Diverse ricerche zero-click sono ricerche locali che evidenziano i risultati nella SERP in quello che è stato definito un "pacchetto locale". 

In sostanza, la strategia SEO cerca di ottimizzare il posizionamento di un prodotto quando gli utenti cercano soluzioni all’interno di una determinata posizione geografica o vogliono trovare l’opzione più pertinente all’interno di quell’area geografica. 

Questo significa che se una persona esegue una ricerca su Google, ad esempio, di un cinema, la SERP intuisce che probabilmente la persona desideri opzioni vicino                      alla propria posizione.

In questo senso, la localizzazione dell’utente diventa cruciale per filtrare i risultati nel minor tempo possibile e collocando nelle prime posizioni quelli più calzanti. 

 

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Core web vitals: quali sono i 3 fattori per valutare la user experience (UX)?

Nella primavera del 2020, dalle pagine del suo blog ufficiale, Google ha rivelato i “core web vitals”, ovvero alcuni parametri per valutare la user experience di un sito web

E il 2021 è l’anno nel quale questi fattori diventeranno ufficialmente un parametro di ranking: a pesare sarà proprio l’esperienza dell’utente e l’interazione tra esso e i vari elementi costitutivi di una pagina. 

I “core web vitals” fondamentali dell'algoritmo di Google e, dunque, responsabili dell’indicizzazione, sono tre:

  • LCP (largest contentful paint) si riferisce alle prestazioni di caricamento di una pagina (loading). Per assicurare una user experience (UX) di buona qualità, Il LCP dovrebbe assestarsi entro 2,5 secondi dal primo avvio della pagina
  • FID (first input delay), ovvero interattività della pagina, monitora il tempo che trascorre tra la prima interazione dell’utente con un elemento della pagina e il momento in cui il browser risponde. Il parametro imposto da Google è un FID inferiore a 100 millisecondi
  • CLS (cumulative layout shift), stabilità visiva del caricamento delle pagine, il cui valore dovrebbe essere inferiore a 0,1.


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Ottimizza la tua strategia SEO con Adv Media Lab e scala la SERP di Google

Gli algoritmi di Google non fanno dormire sonni tranquilli: sovvertono spesso gli equilibri e le regole del mondo digitale, rendendo necessaria una costante revisione della                           propria strategia SEO.

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Google Page Experience, evoluzione SEO
del 2021

I parametri da considerare per creare una strategia SEO efficace e sempre aggiornata sono davvero molti e in costante aggiornamento. 

Per questo lo scenario che si apre davanti a noi è certamente complicato ma anche sfidante e ricco di spunti. 

Una ragione in più per continuare a documentarsi tenendo presente che Google ha già annunciato di avere in programma per maggio 2021 un aggiornamento del suo algoritmo con l’introduzione di Google Page Experience.

Chi si occupa di SEO sa che l’aggiornamento, la struttura e l’ascolto sono la chiave per il successo online e con i propri clienti, una certezza che si riconferma e si rafforza anche nel 2021.

 


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