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Perché investire nel paid advertising?

Anita Arduini

Pubblicato da Anita Arduini

Perché investire nel paid advertising?
Il paid advertising è diventato l’investimento preferito da chi decide di investire digital marketing e cerca risultati soddisfacenti nel breve termine. Secondo Accenture infatti, il 41% delle grandi aziende investe in pubblicità “digitale” a pagamento e per il 2018 si prevede un’ulteriore crescita. Sei pronto a rimanere al passo con i tempi? 

Il paid advertising ti permette davvero di generare nuovi clienti?

Gli annunci a pagamento, permettono alle aziende di essere presenti in cima ai risultati di ricerca quando un utente digita parole chiave specifiche o quando gli utenti navigano sul proprio social network preferito. 

Quante volte ti sei chiesto se questo investimento è davvero in grado di portare risultati concreti in termini di nuovi clienti acquisiti?

Da anni, ormai, i marketer dibattono su quale sia il reale valore del paid advertising.

Il focus del discorso riguarda il modello di attribuzione del ROI in termini di efficacia o meglio definito in questo caso ROAS (Return Of Ad Spend).

Esistono diverse ragioni per cui imprenditori e responsabili marketing si chiedono se sia davvero intelligente investire in paid advertising. In un contesto in continua evoluzione come quello digitale, il dubbio principale riguarda il rischio che questa forma comunicativa perda efficacia nel corso del tempo.

Tuttavia, è importante tener conto del fatto che il paid advertising è una delle forme di investimento in comunicazione più facilmente adattabili ai cambiamenti di mercato, dato che si tratta di uno strumento altamente flessibile e focalizzato nel breve termine. 

Se ti stai chiedendo se è il caso di destinare parte del tuo budget agli annunci a pagamento, abbiamo la risposta che cerchi.

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Le campagne di paid advertising sono davvero efficaci? 

Molto probabilmente questa è la domanda più gettonata dai tanti marketer e manager aziendali delle PMI che devono decidere esattamente dove e quando investire nel vasto regno digitale. 

Secondo quanto emerge da una ricerca effettuata da Michael Luca e Daisy Dai, le campagne di paid advertising sono effettivamente ottimi strumenti di comunicazione e marketing per le PMI meno conosciute.

In particolare, i due ricercatori hanno progettato e realizzato gratuitamente una campagna di paid advertising per 7210 ristoranti americani che non avevano mai avviato campagne pubblicitarie su Yelp fino al periodo di svolgimento della ricerca. A questa fase hanno fatto seguito 3 mesi di monitoraggio in cui sono stati osservati i comportamenti degli utenti nei confronti degli annunci e la loro reazione nel momento in cui gli annunci venivano rimossi.

Dalla ricerca è emerso che, nell’intervallo di tempo in cui le campagne paid advertising sotto forma di annunci erano attive, i ristoranti coinvolti hanno registrato più page view rispetto agli altri.

Ancora scettico? Eccoti qualche dato davvero significativo per valutare i risultati ottenuti in seguito alle campagne di paid advertising:

  • +22% visite per pagina su browser desktop
  • +30% visite per pagina su dispositivi mobili
  • +18% richieste di informazioni da parte degli utenti
  • +13% telefonate di clienti interessati
  • +9% click al website

Questi risultati permettono di giungere ad un’unica conclusione: il paid advertising rappresenta un investimento da non sottovalutare, soprattutto per le realtà di piccole  e medie dimensioni. Se non riesci ad attirare nuovi clienti, probabilmente, è perché non ti sei dotato degli strumenti più adatti a farlo!

È bene specificare che questi risultati sono facilmente replicabili in diverse realtà aziendali e non solo nelle PMI. Anche i grandi brand possono investire in paid advertising, ma l’impatto di questo strumento sarà decisamente più visibile sulle realtà minori e con minore possibilità di investimento.

Gli annunci sponsorizzati sono uno degli strumenti più performanti nel breve termine quando si tratta di aumentare la propria brand awareness. Per questo motivo il modo in cui possono essere utilizzati da PMI e grandi aziende è molto diverso.

Andiamo sul concreto:

  • Un’azienda di piccole e medie dimensioni, solitamente, ha la necessità di far conoscere il proprio brand al pubblico, generando contatti e spingendo l'utente alla vendita.
  • Un’azienda di grandi dimensioni e con un brand conosciuto può avere la necessità di promuovere prodotti di nicchia altrimenti sconosciuti al pubblico.

Cambiano gli obiettivi, ma lo strumento resta lo stesso!

Se prima erano i banner statici ad attrarre potenziali clienti, ora sono le campagne di paid advertising ed il video marketing ad essere considerate gli strumenti più efficaci e performanti rispetto ai primi.

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10 Motivi per utilizzare il paid advertising

1. Maggior esposizione del website nei motori di ricerca

La tua azienda sicuramente merita di apparire nella Top 5 dei risultati sui principali motori di ricerca. Realizzare campagne di PPC è la via più veloce per permettere al tuo website di raggiungere questo obiettivo, mentre lavori di inbound e content marketing.

2. Traffico immediato

Il web marketer che si occupa di campagne PPC può impostare in modo realistico una campagna sui maggiori motori di ricerca in meno di 30 minuti se conosce perfettamente il contesto della piattaforma. È l’ideale per i brand che ancora non hanno una grande esposizione nei motori di ricerca.

3. Traffico consistente

Una volta raggiunte le prime posizioni, diventa fondamentale guidare traffico di qualità verso le pagine più performanti del tuo website. Picchi inaspettati di traffico fuori target possono avere un impatto negativo che, a causa dell’alto tasso di rimbalzo, potrebbe essere giudicato poco interessante per l’utente e quindi penalizzato dai motori di ricerca.

Con il paid advertising, il traffico in entrata può essere controllato in termini di qualità. Grazie ad una targetizzazione accurata e ad una scelta oculata del budget giornaliero e mensile da investire, riuscirai a trovare l'equilibrio perfetto per attirare traffico qualificato. Anche in questo caso, è necessario tener conto della regola dell’80/20: la qualità dei lead generati dipenderà per l’80% dalle tue capacità di targetizzazione e per il 20% dal budget investito.

4. Pubblicità targetizzata

Nonostante possa sembrare complesso, anche in caso di annunci sponsorizzati è possibile effettuare una targetizzazione accurata. Riuscendo a segmentare correttamente il tuo pubblico potrai assicurarti di raggiungere utenti di qualità ed effettivamente interessati all'acquisto. Il primo a beneficiarne sarà il tuo ROAS.

Prendiamo in esempio le possibilità di targetizzazione offerte da Google AdWords: località, luoghi di interesse e dati demografici (lingua). Località e lingua giocano un ruolo fondamentale per le performance dei tuoi annunci e per assicurarti di attirare traffico per te realmente interessante.

5. Test

Ottenere visite organiche è uno dei risultati più ambiti dai marketer dato che le persone tendono a fidarsi poco degli annunci sponsorizzati.

Tuttavia, l’abilità di cambiare, testare ed ottimizzare i risultati organici a proprio piacimento è più complesso perché richiederebbe un lavoro di ottimizzazione continua del tuo website ad ogni test.

Con il paid advertising potrai modificare, testare, ed ottimizzare i tuoi annunci con maggiore facilità, per ottenere la massima efficacia con il minimo investimento.

Questo strumento dunque, grazie ad un’elevata possibilità di targetizzazione, consente ai marketer di sperimentare e comprendere meglio quale tipologia di annuncio è più performante per il tuo pubblico. 

Uno dei vantaggi più rilevanti, ma fin troppo trascurato, relativo al paid advertising marketing è la capacità di testare le campagne online attraverso la vasta quantità di funzionalità e dati messi a disposizione dalle piattaforme di gestione degli annunci.

Non a caso ci troviamo spesso a consigliare ai nostri clienti l’utilizzo di annunci sponsorizzati per effettuare un primo test che aiuti a rilevare le migliori parole chiave ed espressioni adatte ad attirare il pubblico in target. Una volta individuata la giusta combinazione, inizieranno ad arrivare le prime conversioni e quindi potrai misurare più facilmente il tuo ROAS.

6. Ampiezza del pubblico raggiunto

Google, con una quota di mercato superiore al 70%, si pone come il motore di ricerca più utilizzato dagli utenti nel mondo. Per raggiungere questo risultato Google si è posto come un motore di ricerca affidabile in grado di accumulare un network di publisher ed aziende disposte a pagare pur di apparire nelle prime posizioni.

Avviare una strategia di paid advertising su Google, quindi, è un’attività che ogni azienda dovrebbe implementare almeno una volta per raggiungere un pubblico più ampio, o più semplicemente per capirne funzionamento e potenzialità.

7. Pertinenza

I risultati di ricerca riguardano tutti la pertinenza, o almeno dovrebbero. Quando qualcuno effettua una ricerca, indubbiamente vorrebbe trovare il risultato migliore, più pertinente alla sua ricerca.

Google, avendo gli algoritmi più avanzati per rilevare la pertinenza, riesce a compiere un ottimo lavoro e a fornire risultati pertinenti alla ricerca effettuata dall’utente.

Gli annunci sponsorizzati su Google, come anche i risultati organici, sono pesantemente influenzati dalla pertinenza: dalla parola chiave inserito nel testo dell’annuncio, alla landing page. Il tutto per assicurare una migliore user experience per l’utente finale ed al contempo, per consentire alle aziende che pubblicano l’annuncio online di mirare e ricevere più traffico qualificato.

8. Geo-targetizzazione e programmazione delle Adv

Le piattaforme di search marketing mettono a tua disposizione due funzionalità di cui non potrai più fare a meno: la targetizzazione geografica e la programmazione degli annunci.

La geo-targetizzazione permette di selezionare località specifiche in tutto il mondo per mettere in risalto al meglio l’annuncio in una determinata area geografica. Per esempio, se hai una pizzeria locale e vuoi solo creare un annuncio che sappia comunicare nei motori di ricerca le città in cui potresti consegnare la tua pizza a domicilio, allora dovrai selezionare aree geografiche specifiche e, di conseguenza il tuo annuncio verrà visualizzato solo da quelle persone che saranno in quella zona precedentemente selezionata.

La funzione di programmazione delle campagne permette agli inserzionisti di specificare giorno e orario in cui pubblicare i loro annunci. Questa funzionalità è molto utile per i marketer perché possono ottenere performance più elevate in determinate fasce orarie ed essere in grado di rispondere in maniera tempestiva al pubblico che giunge sul website. Ci spieghiamo meglio, se disponi della funzionalità di live chat come componente principale del tuo website, potrebbe essere più vantaggioso eseguire i tuoi annunci durante le ore in cui sei online con il live chat.

9. Tracciabilità

Ci stupisce il fatto che ancora molte aziende investono migliaia di euro ogni mese sui metodi tradizionali di marketing che non hanno assolutamente alcun tipo di tracciamento. Ad esempio, la pubblicazione di pubblicità su giornali a pagina intera può essere molto più costosa rispetto al marketing online e, peggio di tutto è che non ci sia una metrica grazie alla quale poter quantificare il traffico raggiunto etc.

Con il paid advertising, ogni annuncio, ogni parola chiave e, più importante di tutto, ogni euro speso può essere tracciato fino all’ultimo centesimo.

Ciò consente una tracciabilità molto corretta del ROI e del ROAS (Return On Advertising Spending) ed inoltre, rende il paid marketing essenziale per qualsiasi attività commerciale.

10. Branding

Come avrai intuito, il paid advertising marketing ti offre diversi vantaggi. Tuttavia, uno dei migliori usi del paid advertising da una prospettiva nettamente di marketing è proprio il branding.

Sviluppare un branding efficace è estremamente importante per ogni business perché le persone possano ricordarsi il brand e non l’azienda.

Se il tuo brand è memorabile ed associato a qualcosa di altrettanto facilmente riconoscibile per il pubblico, allora la tua strategia di marketing sarà efficace. Il paid advertising attraverso tutte le ragioni menzionate sopra, permette di fare branding economico per il tuo business, prodotto o servizio ed il nome della tua azienda.

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Le 4 forme più comuni di paid advertising

Per quanto riguarda le forme più comuni di paid advertising, possiamo affermare che Google AdWords è la forma di pubblicità a pagamento più utilizzata. Ma, in realtà ci sono altri modi e metodi largamente diffusi per attrarre potenziali clienti al tuo website.

Ecco solo alcuni dei più importanti che vale la pena riportare:

Facebook advertising

Gli annunci di Facebook sono diventati una campagna di marketing per molte aziende. Fondamentalmente, Facebook consente agli inserzionisti di individuare dati demografici molto specifici di utenti Facebook. Così facendo, potrai rivolgerti solo a chi è interessato realmente alla tua offerta.

LinkedIn advertising

LinkedIn è, probabilmente il primo social network a cui si pensa quando si parla di paid advertising in ambito B2B. Al suo interno, infatti, è possibile trovare oltre 500 milioni di utenti professionali attivi provenienti da tutto il mondo... e da targetizzare secondo le tue necessità.

LinkedIn permette di creare contenuti sponsorizzati accattivanti ed altamente targetizzati, così come di inviare sponsorizzazioni direttamente InMail. Spesso, nel mercato italiano, questa piattaforma viene tenuta fuori dagli investimenti in paid advertising in quanto i costi risultano essere più elevati rispetto a quelli di altre piattaforme come Facebook Adverting o Google AdWords.

Tuttavia, questa piattaforma permette di raggiungere decisiori di acquisto provenienti da tutto il mondo in maniera efficace. Secondo i dati rilasciati da LinkedIn, infatti, sono circa 40 milioni i decision makers che utilizzano questo social network per scopi lavorativi.

Se operi in un mercato internazioale, escludere questo canale significherebbe perdere grandi opportunità.

Display advertising

Navigando su qualche website probabilmente ti sei accorto di qualche banner dalla grafica accattivante che cerca di stimolarti a fare clic su di essi.

Il display advertising può essere estremamente efficace se eseguito correttamente, come qualsiasi altra forma di marketing a pagamento. Ci sono molte piattaforme diverse per l'esecuzione di annunci display, ma un annuncio promosso da Google consente agli inserzionisti AdWords di Google di impostare e gestire gli annunci visualizzati direttamente dall'interfaccia AdWords.

Video advertising

Si tratta di una dinamica molto simile a quella degli annunci contestuali di Google tramite Google AdWords. Probabilmente ti sarà già capitato di notare questo tipo di advertising su YouTube.

Gli inserzionisti hanno la possibilità di inserire i loro annunci all’interno dei video caricati su piattaforme come YouTube. Un'altra forma di video advertising molto utilizzata è quella "click to play" che permette agli inserizionisti di creare video pubblicitari da inserire nei video di terzi con l'obiettivo di raggiungere un pubblico più ampio.

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Quali sono i vantaggi del paid advertising?

Il paid advertising è altamente targettizzato

Questa forma di pubblicità online ha lo straordinario potere di indirizzare sul tuo website gli utenti che in quel momento stanno cercando di soddisfare un’esigenza specifica: il visitatore che arriverà sul tuo website sarà potenzialmente pronto per lasciare i propri dati o effettuare un acquisto e, quindi, convertire.

Il paid advertising ti permette di avviare campagne altamente targettizzate perché si concentrano su specifiche regioni geografiche e su una segmentazione attenta del pubblico per ottenere esclusivamente traffico qualificato. Hubspot afferma che il “PPC consente di controllare dove vengono visualizzati i tuoi annunci”.

Gli annunci di paid advertising sono quantificabili e metric-driven

Una delle più grandi qualità del paid advertising consiste nella possibilità di raccogliere molti dati per valutarne le performance a partire da determinate metriche e, quindi, valutare il ROI ottenuto.

Noi marketer amiamo i dati perchè raccontano una storia, indicano una direzione da seguire e ci aiutano a tracciare una strategia ponderata per le future attività di marketing.

Il paid advertising favorisce la “brand exposure” delle piccole e medie imprese

Le piccole e medie imprese o le nuove realtà che entrano nel mercato, talvolta, hanno bisogno di una spinta che solo le campagne PPC possono dare velocemente.

Effettivamente nuove aziende emergenti non hanno la capacità di ottenere traffico organico da subito, di conseguenza, il modo più semplice per ottenere una buona esposizione del brand è attraverso gli annunci a pagamento.

Certo, questo non comporta un elevato ritorno di investimento nel medio e lungo termine, ma sarà il primo passo per rendere il vostro brand facilmente riconoscibile agli occhi dei vostri potenziali clienti ed aumentare la loro consapevolezza nei vostri confronti.

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...e i contro?

Dopo un anno di paid advertising, la ricerca organica ha un ritorno d'investimento più alto

L'argomentazione maggiormente utilizzata contro il paid advertising riguarda il ritorno d'investimento ed il costo delle campagne. Per questo motivo abbiamo sempre parlato di ROAS.

Secondo chi avvalora questo concetto, il costo del traffico organico è più basso mentre il paid advertising è molto costoso soprattutto nel medio e lungo termine.

Inoltre, secondo gli avventori di questa argomentazione, il traffico organico è autentico e presenta tassi di conversione maggiori, per questo una strategia SEO porterebbe maggiore ritorno d'investimento.

Spesso, però, questo discorso viene fatto senza avere dati concreti alla mano.

Determinare il ROI degli investimenti sulla SEO non è semplice perché è molto complesso determinare quale sia stato l'ammontare dell'investimento effettuato dall'azienda.

Inoltre mettere semplicemente a confronto questi due elementi è molto riduttivo. 

Analizziamo ogni sfumatura.

E' evidente che la ricerca organica ottiene più risultati e genera ritorni d'investimento maggiori ed è innegabile che la SEO è il maggior canale di acquisizione per la maggior parte delle aziende che svolgono una sana attività di marketing.

Ma quanto tempo hai a disposizione per raggiungere i risultati che ti sei prefissato? Sei sicuro di avere abbastanza tempo per ottenerli attraverso la SEO?

I risultati organici migliorano quando le campagne di paid advertising sono complementari

Ebay ha analizzato il click-through rate (CTR) nel periodo in cui ha sospeso la paid advertising e, quello che ha scoperto è che i click verso la piattaforma sono rimasti gli stessi o addirittura sono aumentati dopo aver disattivato le campagne di paid advertising.

A questo però, si aggiunge il fatto che stiamo parlando di un colosso della vendita online, un brand già conosciuto che non ha bisogno di utilizzare campagne PPC per aumentare la propria brand awareness perché è già forte e noto in tutto il mondo.

Le persone non cliccano nelle inserzioni se cercano informazioni e contenuti di approfondimento o di prodotto

Un’altra delle principali asserzioni contro il paid advertising riguarda la possibilità che la maggior parte delle persone utlilizzino il web solamente per informarsi.

Più nello specifico, secondo i sostenitori di questa teoria “Le attività legate al paid advertising hanno avuto un effetto molto ridotto e statisticamente insignificante sulle vendite. La maggior parte delle persone ricerca esclusivamente delle informazioni sul prodotto o servizio ma, non sono effettivamente pronte all’acquisto”.

La maggior parte delle offerte di paid advertising avviene in un ambito di keyword dove il prodotto è già conosciuto tipo “chitarre gibson”.

Come già evidenziato in precedenza, le persone alla ricerca di determinati prodotti, sono già a conoscenza di dove stanno per acquistare il prodotto. Sono semplicemente alla ricerca di informazioni e approfondimenti per capirne di più sulle caratteristiche, prezzi ed assistenza prodotto. Pertanto, gli annunci online possono avere una funzione persuasiva marginale sulla domanda del prodotto. Ma, la pubblicità non è informativa ma promozionale.

 


E' fondamentale un'analisi di qualità iniziale e specifica per l'ambito del paid advertising, verticalizzata su ogni piattaforma, a seconda del comportamento che tiene l'utente e su ogni singolo spazio digitale e devices. Ma questo nella maggior parte dei casi non avviene.



Se le persone stanno cercando informazioni su un prodotto o servizio, difficilmente faranno click sull’annuncio e quindi non saranno convertiti in lead o così in marketing qualified lead o sales qualified lead.

Al contrario, gli utenti potrebbero cliccare su un annuncio per ottenere un orientamento al prezzo, alle recensioni ma non per l’acquisto. Seguendo questa logica, le offerte di paid advertising possono risultare un enorme spreco di denaro.

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5 Metriche per misurare il successo di una strategia di paid advertising

Abbiamo individuato 5 metriche per dare una panoramica delle performance di una qualsiasi attività di paid advertising. Il loro monitoraggio nel tempo vi fornirà sicuramente una misura solida del successo delle attività di paid advertising. Ecco quindi 5 metriche che vi consigliamo di implementare nella vostra attività... specialmente se avete del budget limitato!

1. Quality score

Il quality score “il punteggio di qualità” è la misura di Google o anche di qualsiasi altra piattaforma di paid advertising che classifica la pertinenza delle parole chiave e della selezione di un target, della qualità dell'annuncio e della sua esecuzione.  

Questa metrica è utilizzata per garantire ai soggetti di trovare annunci pertinenti e garantire loro di avere un’esperienza positiva. Abbiamo delineato alcuni fattori che determinano il quality score come:

  • CTR (Click - Through Rate) dell'annuncio corrispondente
  • La pertinenza delle parole chiave o del target definito ed il loro annuncio nella query di ricerca o nelle posizioni in cui compare all'interno del social network
  • La pertinenza delle parole chiave all’interno del gruppo di annunci o del targeting, così come degli interessi secondo uno storico di attività
  • CTR degli URL di visualizzazione nel gruppo di annunci
  • La qualità della landing page

L’obiettivo è quello di mantenere un buon quality score perché Google, Facebook e così a cascata qualsiasi piattaforma, usano questi elementi per determinare il posizionamento dell’annuncio e del costo per click.

Il punteggio basso relativo al quality score indica che qualcosa nella campagna andrebbe rivisto, perché da migliorare.

2. CTR (Click-Through Rate)

Il CTR indica la percentuale di click verso il tuo website e permette, quindi, di misurare l’efficacia di un annuncio a pagamento. Il CTR è una metrica fondamentale da considerare perché:

  • Determina i quality score
  • Indica se i tuoi annunci sono pertinenti con il target e le ricerche

I CTR  bassi sono un chiaro segnale che le tue parole chiave o la tua creatività pubblicitaria o entrambe, necessitano di miglioramenti.

Per capire su quale elemento andare a far leva può essere molto utile effettuare A/B test specifici.

3. Tasso di conversione

Un’altra risposta molto diffusa in risposta agli annunci di paid advertising è l’uso del dato di conversione.

L'analisi del conversation rate è essenziale perché in grado di mostrarti quante sono state le persone che, dopo aver cliccato sul vostro annuncio online, hanno completato l’azione desiderata sulla tua landing page (sia che abbiano effettuato l’acquisto, si siano registrati per un free trial o in altri tipi di form).

Questa metrica è importante tanto quanto il CTR: scommettiamo che nessuno desidera pagare per generare click verso il website se poi questo traffico non si traduce in un qualche tipo di conversione.

Più i tassi di conversione delle diverse attività lungo il processo di acquisto sono alti, più l’azienda avrà un consistente ritorno di investimento.

4. Costo per conversione

Il costo per conversione è la metrica che più delle altre determina il successo o il fallimento di una campagna paid advertising.

In altre parole, se si deve pagare un costo maggiore o in misura specifica considerevole (> 1:4) rispetto a quello prestabilito per guadagnare un nuovo cliente, significa che la tua campagna sta fallendo.

Il costo per conversione varia da nicchia a nicchia e dalle performance raggiungibili con il paid advertising.

Se la tua pubblicità non è pertinente né rilevante il costo per conversione aumenterà, al contrario diminuirà.

5. “Spesa sprecata” (per Google AdWords)

Quest’ultima metrica indica la misura di quanto budget si sta utilizzando per pagare i click che non convertono, il cosiddetto killer ROI.

Il modo migliore per non sprecare ulteriore budget è quello di usare ad esempio parole chiavi con accezione negativa.

Su Google AdWords questa corrispondenza inversa consente di filtrare il traffico irrilevante per la tua attività. Creando delle parole chiave a corrispondenza inversa si impedisce che i tuoi annunci vengano visualizzati nella query di ricerca che contengono tale parola chiave.

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7 Consigli per una campagna di paid advertising di successo, o per misurarne le performance

1. Fai attenzione ai picchi di traffico

Adatta la tua campagna e tieni in considerazione i periodi in cui registri picchi di traffico. Se il tuo pubblico per esempio, cerca principalmente i tuoi prodotti tra le 7 del mattino e le 19 di sera o nei giorni feriali, mostra i tuoi annunci solo in quegli orari.

Google e così la maggior parte delle piattaforme dispongono di un'opzione pratica denominata Ad Scheduling che consente di attivare e disattivare automaticamente le tue campagne in tempi specifici.

Inoltre, se c'è un momento di punta nel giorno in cui i tuoi clienti tendono a cercare il prodotto, puoi aumentare il budget in quel momento e abbassarlo in altri.

2. Su Google AdWords scegli attentamente le parole chiave

Esistono diversi strumenti che ti aiutano a trovare delle parole chiave specifiche o anche frasi che vengono utilizzate dal tuo target per effettuare una ricerca. Ne sono un esempio:

  • Answer the Public è uno dei tanti strumenti gratuiti che ti forniscono istantaneamente un’ampia varietà di termini ed espressioni che gli utenti hanno ricercato online su un determinato tema
  • Lo strumento di pianificazione delle parole chiave di Google AdWords che mostra i volumi di ricerca, il livello di concorrenza su una determinata keyword e i costi per click in caso di annuncio sponsorizzato

3. Seleziona termini a “coda lunga” correlandoli con le tue attività di content marketing e SEO

Un altro interessante aspetto relativo al Keyword Planner di Google è quello che ti aiuta a trovare i termini a coda lunga.

Riuscire ad utilizzare termini a coda lunga, permette di rintracciare maggiormente il tuo pubblico perché risultano essere più specifici e non generali.

Ad esempio, un termine generico dal mondo B2B come la "valvola". Lo stesso termine a coda lunga diventerebbe “valvola pilota pneumatica”. Se il tuo budget è limitato, vale assolutamente la pena evitare i termini generici di costo elevato e cercare di raccogliere traffico da persone che eseguono ricerche molto specifiche.

Non solo il CPC (Costo Per Click) sarà significativamente più economico, ma ti permetterà di capire se i prospect conoscono esattamente quello che vogliono e la qualità e ed il numero di risultati provenienti dai click saranno molto più alti.

4. Go local VS international

Il tuo business è locale o internazionale?

Se fosse internazionale potresti aver bisogno di localizzare le tua strategia, implementando campagne Paese per Paese personalizzate sulla lingua e ponendo attenzione alla cultura locale e fuso orario.

Google e la maggior parte delle altre piattaforme pubblicitarie consentono di indirizzare i tuoi annunci in base ad un’area geografica a tua scelta, quindi sarai tu a scegliere le aree di maggiore interesse ed il relativo budget da investire.

5. Tieni conto della stagionalità

La maggior parte dei prodotti e servizi sono più o meno popolari a seconda di determinati periodi dell’anno.

Se la tua attività vende dei prodotti stagionali, potrebbe essere utile aumentare il budget nei mesi precedenti a questi per raccogliere traffico extra.

6. Procedi verticale

Specificatamente a proposito di Google AdWords, questo ti permette di mostrare i tuoi annunci all'interno del loro contenuti e network di partner.

Tuttavia, questo metodo non è sempre efficace per il mercato B2B dato che fa affidamento sulla capacità di Google ti capire il contesto e i contenuti delle pagine in cui inserire gli annunci.

I tuoi messaggi verranno inseriti solamente all'interno di website e contenuti rilevanti per il tuo target e settore. Per rendere questa strategia più efficace, puoi provare a specificare i siti in cui vorresti che apparissero i tuoi annunci creando campagne targetizzate su determinati website.

Un'altra opzione molto utile per raggiungere un pubblico più focalizzato è quello di usare il paid advertising in maniera verticale. Grazie ad una maggiore segmentazione, riuscirai a raggiungere solamente gli utenti effettivamente in target e a generare un traffico di maggiore qualità con investimenti uguali o inferiori. Su questo concetto Facebook è leader indiscusso.

7. Utilizza in modo professionale gli strumenti di gestione CPC (Google AdWords)

Oltre allo strumento di parole chiave di Google, ci sono altri due strumenti che sono particolarmente utili.

Il primo è AdWords Editor, strumento gratuito che ti offre un grande controllo su campagne multiple e / o grandi. I vantaggi includono il caricamento di campagne e parole chiave in blocco, la modifica di più parti o di una parte della campagna, la creazione di statistiche in tutte le campagne, ecc.

Un’altro strumento molto utili sono i rapporti sulle prestazioni della query di ricerca di Google. Questi rapporti mostrano quello che le persone cercano ed inoltre, questo strumento puoi utilizzarlo per adattare le parole CPC e il contenuto del tuo sito in un’ottica SEO.

Stessa cosa vale per Facebook Business Manager.

Dato il ritorno d'investimento di Facebook (anche attraverso Instagram), questo rappresenta una delle più importanti sorgenti di traffico, lead e clienti nel 95% dei settori e nell'80% delle aree geografiche del mondo.

Non saper utilizzare oggi al meglio questa piattaforma è una grave perdita di opportunità.

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Hai bisogno di risultati sicuri e cerchi un aiuto professionale?

Ormai, ti sarai reso conto dell’imprortanza che i motori di ricerca e i social media rivestono nella nostra vita.

Questa importanza è direttamente riflessa nel processo d’acquisto del tuo cliente che con molta probabilità si informerà attraverso i motori di ricerca prima di effettuare un acquisto o potrà essere interessato a qualche tuo contenuto di valore attraverso inserzioni sui social network.

Qui diventa fondamentale il paid advertising marketing.

Noi di Adv Media Lab aiutiamo le aziende come la tua a crescere. Per farlo, gestiamo oltre trenta attività diverse di digital marketing, compreso il paid advertising ad un livello elevato. 

Da sempre siamo coinvolti in innumerevoli progetti di paid advertising ad alte performance.

Il nostro personale certificato è pronto ad aiutare clienti di qualsiasi dimensione a raggiungere i propri obiettivi per raggiungere le sfide più ardite.

Il paid advertising e il suo ritorno d'investimento funzionano con estrema efficacia. Ma solo se progettate, lanciate, gestite e ottimizzate costantemente con professionalità.

 


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