Quando una palestra incrementa i contatti del 218% grazie all'intelligenza artificiale

Daniel Casarin

Pubblicato da Daniel Casarin

Quando una palestra incrementa i contatti del 218% grazie all'intelligenza artificiale

La dirompenza dell'intelligenza artificiale è arrivata, ma molte aziende non sono ancora sicure di cosa aspettarsi dalla tecnologia o come l'intelligenza artificiale si inserisca nel loro modello di business.

Eppure, con i rapidi cambiamenti in atto, è giunto il momento di identificare una strategia di intelligenza artificiale per le aziende che vogliono innovarsi e restare in gioco ancora per molto tempo.

Le aspettative per l’intelligenza artificiale sono molto alte, ma cosa stanno facendo realmente le aziende in relazione al nuovo trend nei diversi settori?

Quello che fa l’intelligenza artificiale è sostanzialmente raccogliere dati, imparare da questi e produrre regole nuove per i propri algoritmi, generando suggerimenti per noi esseri umani, o risolvendo problemi con approcci innovativi.

I dispositivi che utilizziamo ogni giorno, che siano computer, smartphone o gli innovativi Siri e Google Home , raccolgono ogni dato possibile dal nostro comportamento: cosa cerchiamo, cosa guardiamo e per quanto tempo, quali pagine visitiamo, a quali contenuti mettiamo like sui social network e così via.

Risultato?

Imparare le nostre abitudini per consigliarci (o richiamarci all’attenzione?) prodotti o servizi che potenzialmente potrebbero piacerci (o che sicuramente acquisteremmo).

Un esempio, che può sembrare banale ma che meglio rende l’idea del funzionamento di queste tecnologie, è quello delle palestre, che possono acquisire nuovi lead e abbassarne il costo grazie all’intelligenza artificiale.

Quando una palestra incrementa i contatti del 218% grazie all'intelligenza artificiale

Tagliare i costi modellando i fianchi

La palestra Orangetheory Fitness ha ridotto il costo per lead da 20 a 8 dollari e ha prodotto il 218% in più di contatti di alta qualità in meno di tre mesi, tutto grazie all'integrazione dell'intelligenza artificiale.

Orangetheory ha iniziato a collaborare con The Tombras Group lo scorso luglio per creare una piattaforma personalizzata di intelligenza artificiale per l'acquisto di contenuti multimediali.

Dal lancio di questa a dicembre, il franchising ha beneficiato enormemente del suo investimento, ottenendo persino analitiche molto utili sul suo pubblico.

"Di solito, sono necessari molti studi e analisi per accertarsi dove sussiste il punto debole della lead generation", ha detto Kevin Keith, il responsabile del brand Orangetheory.

"Il comportamento dei consumatori di oggi cambia di continuo, così come il volume dei comportamenti digitali, talmente elevato che è molto difficile per un essere umano rintracciarlo in modo efficace ed efficiente. Con l'intelligenza artificiale, ciò è permesso 365 giorni all'anno senza interruzioni, studiando intensamente il comportamento dei propri clienti in tempo reale. "

Orangetheory è un marchio cresciuto fino a raggiungere 600.000 iscritti in quasi 1.000 palestre in 16 paesi negli USA, secondo quanto riporta Keith: "Apriamo una sede quasi tutti i giorni, quindi la generazione di lead di alta qualità aiuta a fornire una solida base di membri rapidamente quando ne apriamo una nuova", ha affermato Keith. "Dopo l'apertura, la lead generation è importante per sostenere un alto numero di iscritti".

I nuovi e sempre crescenti contatti stanno rivelando nuovi segmenti di pubblico che la palestra non sapeva di poter attirare.

Ad esempio, Orangetheory riteneva che il suo principale target di riferimento fossero le donne di circa 35 anni con un reddito annuo tra 80.000 e 100.000 dollari. Il suo minor target era rappresentato da uomini di 36 anni che producevano un reddito simile.

Tuttavia, negli ultimi due mesi, Orangetheory ha riscontrato che ha più seguito tra il pubblico più giovane, in particolare donne e uomini tra i 18 e i 25 anni.

La palestra ha anche scoperto che la maggior parte del suo pubblico proviene dagli sport (in particolare sport universitari) e, tra le altre, piattaforme musicali focalizzate su punti di interesse come la salute e il benessere.

Per raggiungere questo nuovo pubblico più giovane, Orangetheory ha messo all’opera le intuizioni venute fuori dalle analisi dell’intelligenza artificiale a dicembre con una campagna televisiva e sociale chiamata "More Orangetheory, More Life", che gioca sull'idea che più tempo è trascorso all'Orangetheory, più si avrà vivacità nella vita al di fuori della palestra.

"Con l'intelligenza artificiale siamo capaci di conoscere abbastanza il comportamento di, diciamo, una donna di 27 anni a Chicago da darle un messaggio che risuonerà più profondamente per lei", ha detto Keith.

"Stiamo imparando a non essere troppo dipendenti da Facebook: abbiamo visto un calo di performance quando il loro algoritmo è cambiato, cosa che stiamo monitorando. Questo è il motivo per cui è importante fare brand storytelling anche al di fuori di Facebook e sfruttare le PR e le integrazioni di contenuti sul nostro sito web".

Quando Keith è entrato a far parte di Orangetheory nel febbraio 2017, la palestra si affidava principalmente al retargeting di Facebook e al passaparola per la sua brand awareness.

Ma Keith, che in precedenza aveva lavorato come Chief Strategy Officer presso JWT Atlanta e come stratega del marchio alla Coca-Cola, ha visto come l’intelligenza artificiale stava cominciando a permeare il mercato e ha pensato di introdurla nel brand di fitness americano.

Per tale motivo, da luglio a ottobre, Orangetheory ha condotto una serie di test di analisi per capire esattamente come la nuova piattaforma avrebbe avuto un impatto sulla lead generation dell'azienda, particolarmente importante per riempire le sedi della palestra.

Orangetheory è soddisfatta dei risultati ed è sicura che la piattaforma continuerà a pagare i dividendi.

La fiducia di Orangetheory nel potere dell'intelligenza artificiale si riflette nel suo budget di 18 milioni di dollari allocato nel marketing, tre volte più grande di quello del 2017.

Di questo, 15 milioni saranno spesi utilizzando la piattaforma dell'azienda basata sull’intelligenza artificiale .

Inoltre, la società ha aumentato il proprio team di marketing interno da tre a 17 persone (prova del fatto che l’intelligenza artificiale aumenta i posti di lavoro, piuttosto che eliminarne solamente).

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Eliminare il gap dell’intelligenza artificiale

Nel 2017, il MIT Sloan Management Review (MIT SMR) ha condotto un'indagine globale sullo stato dell'intelligenza artificiale interrogando 3.000 dirigenti, manager e analisti.

Secondo VentureBeat, i risultati hanno mostrato che mentre c'è ancora un divario tra l'ambizione e l'implementazione dell'intelligenza artificiale nelle imprese, il gap si sta riducendo a un ritmo significativo.

Il report SMR del MIT spiega: "La nostra ricerca rivela grandi gap tra i leader di oggi (aziende che già comprendono e hanno adottato l'intelligenza artificiale) e i ritardatari.

I leader, non solo hanno un apprezzamento molto più profondo su ciò che è richiesto per adottare e implementare l’intelligenza artificiale, ma hanno anche maggiori probabilità di ricevere un supporto di più alto livello alla leadership posseduta e hanno sviluppato un business case per le loro iniziative."

Se è vero che l'intelligenza artificiale sta crescendo rapidamente in pochissimo tempo, più si parlerà delle sue capacità e implicazioni future, più sviluppi positivi possiamo aspettarci di vedere.

Quando una palestra incrementa i contatti del 218% grazie all'intelligenza artificiale

Intelligenza artificiale: utopia o distopia?

TechRepublic condivide i punti salienti dei report di The Economist Intelligence Unit (EIU) e Google (Risk and Rewards: Scenarios Around the Economic Impact of Machine Learning).

Combinando economia, modelli statistici, fonti secondarie e interviste con esperti accademici e di settore, l'EIU è stata in grado di sviluppare scenari sull'impatto del machine learning per diversi settori e paesi.

"Il dibattito sull'impatto del machine learning e dell'intelligenza artificiale è importante e, come tutti i dibattiti importanti, deve essere ragionevole e informato", ha affermato Chris Clague, redattore del report.

"Il nostro obiettivo con questo report è di aiutare a tracciare un percorso che si ponga a metà tra i tecno-utopisti che credono che queste tecnologie risolveranno tutti i problemi del mondo e i pessimisti che credono che ci stiano solo conducendo verso un futuro distopico."

Il primo scenario presuppone un aumento dei finanziamenti governativi per il training del machine learning, nonché un'escalation nel lavoro complementare umano e meccanico.

In questo scenario, la maggior parte delle economie non vedrebbe molta crescita.

Tuttavia, l'Australia rappresenterebbe un'eccezione, in quanto una crescita dei servizi andrebbe a beneficio della loro economia dipendente dalle esportazioni.

Nel secondo scenario , tutti i paesi esaminati dal report vedrebbero un aumento di almeno l'un per cento del loro PIL entro il 2030, come risultato di un maggiore accesso agli open data, crediti fiscali del settore privato e progressi nell'efficienza del calcolo computazionale.

Il terzo scenario prevede un supporto politico insufficiente e macchine intelligenti che sostituiscono completamente i lavori umani.

Di conseguenza, le economie britannica e australiana subirebbero un calo e le economie degli Stati Uniti, del Giappone e della Cina continuerebbero a crescere, ma scenderanno al di sotto del valore minimo di riferimento.

Approfondendo, il rapporto raccomanda una maggiore comunicazione tra sviluppatori e responsabili delle politiche aziendali per gestire meglio le aspettative, riconoscere potenziali rischi e benefici, migliorare la trasparenza ed educare il pubblico verso determinati argomenti.

Per prepararsi all'ondata delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale, i responsabili delle politiche aziendali di tutti i paesi dovrebbero concentrarsi nell'investire in competenze e formazione, mantenendo i dati al sicuro e promuovendo lo sviluppo della tecnologia.

Tra le aziende che stanno implementando ed eseguendo gli obiettivi preposti per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, la maggior parte si concentra su qualche applicazione ben specifica.

 


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Razionalizzazione del servizio clienti

In un mercato ultra connesso in cui i clienti si aspettano di essere in grado di comunicare quando, dove e comunque vogliano con le aziende, il servizio clienti sta diventando una grande sfida da gestire.

Esemplare è quanto svolto dal National Health Services (NHS) nel Regno Unito.

Il NHS sta attualmente testando un chatbot dotato di intelligenza artificiale sulla sua linea di assistenza non destinata alle emergenze.

Le persone possono scegliere di interagire con il chatbot invece di parlare con un essere umano e inserire i loro sintomi nell'app, che consulta quindi un ampio database medico e fornisce risposte basate sulle informazioni fornite.

L'obiettivo è ridurre la pressione del volume delle chiamate durante i mesi invernali.

Mentre molti pazienti hanno criticato il chatbot NHS, è facile prevedere come un sistema come questo potrebbe funzionare in altri settori.

Razionalizzando il servizio clienti e automatizzando il primo punto di contatto, le aziende possono dedicare più risorse umane alle questioni e ai problemi più importanti.

Riprendendo l’esempio delle palestre, immagina se potessi chiedere ai tuoi clienti le loro abitudini alimentari e di movimento, i loro obiettivi di salute o di forma fisica con un chatbot e fornirgli una scheda di esercizi personalizzata alle loro esigenze (o semplicemente offrirgli un catalogo di programmi mensili tra cui scegliere per poi confermare l’abbonamento via chat).

Videosorveglianza

La sicurezza fisica è altrettanto importante come quella informatica e gli imprenditori lo sanno bene.

Con l'avanzare della tecnologia delle telecamere IP, stiamo assistendo a come l'intelligenza artificiale può trasformare quest'area.

I ricercatori dell’intelligenza artificiale hanno sviluppato algoritmi capaci di guardare un'immagine e determinare cosa rappresenta.

Nel mondo della sicurezza, questo si presenta come sorveglianza sotto forma di riconoscimento facciale

Come riporta Quartz Media, il governo degli Stati Uniti utilizza già questa tecnologia e ad un certo punto dell'anno scorso, il dipartimento di polizia di New York aveva già effettuato più di 4.000 arresti con l'assistenza del riconoscimento facciale , che consentiva alle forze dell'ordine di accedere alle foto delle patenti di guida.

Man mano che la tecnologia migliora e gli algoritmi diventano più sofisticati, le aziende potrebbero effettivamente identificare le singole persone in filmati di sicurezza in tempo reale.

In questo modo, l’attrezzatura più costosa presente negli uffici sarebbe al sicuro.

Un altro modo interessante con cui utilizzare il riconoscimento facciale è permettere l’apertura delle porte o l’accesso a determinati reparti solo alle persone aventi diritto.

Ritornando alla palestra, si potrebbe far sì che la porta di accesso all’edificio sia riservata solo ai volti registrati dal sistema informatico interno, che corrispondono ai clienti abbonati.

In questo modo, la palestra potrebbe essere potenzialmente aperta 24 ore su 24 grazie all’intelligenza artificiale, lasciando libera scelta ai clienti dell’orario in cui allenarsi senza vincoli.

Quando una palestra incrementa i contatti del 218% grazie all'intelligenza artificiale

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Il divario tra ambizione ed esecuzione è grande per la maggior parte delle aziende.

Secondo il suddetto report del MIT, negli USA tre quarti dei dirigenti ritengono che l'intelligenza artificiale consentirà alle loro aziende di lanciarsi in nuovi business; quasi l'85% crede che l'intelligenza artificiale consentirà di ottenere o mantenere un vantaggio competitivo, ma solo una su cinque ha già iniziato ad implementare l'intelligenza artificiale in alcune offerte o processi.

Solo una società su 20 ha incorporato in modo estensivo l'intelligenza artificiale e meno del 39% di tutte le aziende ha una strategia in atto basata sull'intelligenza artificiale.

Le aziende più grandi (quelle con almeno 100.000 dipendenti) hanno più probabilità di avere una strategia di intelligenza artificiale, ma solo la metà ne ha una.

Comparativamente, nel 2015, il 34% delle aziende temeva l'intelligenza artificiale, solo il 7% pianificava di incorporarla entro il prossimo anno e il 49% delle aziende non aveva intenzione di utilizzare la tecnologia in futuro.

Questo periodo è cruciale nelle tempistiche dell'adozione dell’intelligenza artificiale da parte delle aziende: gli indicatori iniziali ci segnalano che le aziende stanno finalmente riconoscendo il valore dell'intelligenza artificiale e che i consumatori stanno superando le loro paure nei riguardi di certe tecnologie.

Aspettiamoci, dunque, un'evoluzione significativa su questo argomento e non stupiamoci se a stretto giro il mondo del business apparirà un po' diverso.

 


Sei ancora in tempo: iniziare a considerare l'implementazione di tecnologie di intelligenza artificiale per le tue funzioni di marketing e vendita è la mossa più giusta da fare.

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