Come ottimizzare la tua strategia SEO per aumentare l’attività commerciale

Daniel Casarin

Pubblicato da Daniel Casarin

seo - sales strategy

Il modo migliore per aumentare le performance del proprio processo di vendita è quello di comprendere la customer journey del tuo cliente ideale e di individuare i migliori punti di contatto e canali per raggiungerlo. Ormai è risaputo che la maggior parte delle decisioni di acquisto partono dalla ricerca online, per questo avviare una corretta strategia di Search Engine Optimization (SEO) diventa fondamentale per le vendite, oltre che per il marketing.

La SEO e le implicazioni sulle vendite?

Con SEO si intendono tutte quelle attività volte a migliorare la visibilità di un sito web sui motori di ricerca.  

Raggiungere le prime posizioni tra i risultati di ricerca, tuttavia, non basta. Dotare il proprio sito web di punti di conversione performanti è essenziale per avviare una strategia di lead generation che permetta all'azienda di generare contatti qualificati su cui andare a lavorare dal punto di vista commerciale.

Per questo, marketing e vendite non devono essere visti come due entità separate. Entrambi i team devono collaborare per raggiungere il potenziale cliente nel momento in cui cerca le informazioni che lo porterebbero ad un acquisto con l'obiettivo di stabilire una relazione. 

Il sales enablement supporta il processo di vendita per ridurre il tempo che passa dalla generazione alla chiusura del contatto. Si cerca in sostanza di migliorare il coordinamento tra marketing e vendite. Ci si concentra sui clienti: è importante sapere chi sono e di cosa hanno bisogno. Avere dei loro feedback e una conoscenza profonda permette di gestire al meglio i momenti cruciali.

Sales enablement è l’insieme di quelle tecnologie, processi e contenuti che permettono al team delle vendite di vendere efficacemente e ad una velocità più alta. Rappresenta una funzione utile per le vendite nel B2B. Per avere una visione complessiva dell'argomento parleremo di:

SEO e sales enablement

Cos'è il sales enablement?

Il sales enablement è il supporto del processo di vendita da parte del team di marketing che ne facilita il lavoro grazie alla raccolta delle informazioni sui contatti generati e grazie alla produzione di contenuti e strumenti che aiutino le vendite a comprendere e soddisfare le esigenze dell'interlocutore. 

In senso più ampio, si tratta di un coordinamento più mirato tra vendite e marketing.

Come nasce la necessità di unire SEO e sales enablement?

Il coordinamento più mirato tra vendite e marketing a livello di SEO nasce naturalmente con l'evidenziazione di un dato statistico tendenziale: sono sempre più le vendite effettuate su clienti già informati, sintomo che sono sempre più funzionali i materiali documentali che il marketing riceve dalle vendite per le sue attività che quelli che le vendite ricevono dal marketing.

Analizziamo meglio.

I motori di ricerca ormai sono così avanzati che noi utenti possiamo fare qualsiasi domanda e in qualsiasi modo, non solo tramite tastiera ma anche a voce.

Google si è evoluto nella sua comprensione del linguaggio naturale attraverso un aggiornamento degli algoritmi, andando a migliorare la relazione tra parole, ricerche e contenuti. In questo modo le domande che vengono poste possono ricevere delle risposte più specifiche e si possono offrire contenuti più mirati.

L’idea di SEO e sales enablement è quella di classificare il materiale di vendita per cercare di rispondere in anticipo alle domande che si presenteranno.

E si va anche oltre: la ricerca per la SEO, tramite le parole chiave, può portare alla creazione di nuovi materiali di vendita.

L’obiettivo è riuscire a creare contenuti per ogni fase del funnel attraversata dall’acquirente, anche nella fase in cui l’utente diventa un lead o acquista già un prodotto.

Attraverso ciò, è possibile offrire più informazioni all'acquirente durante tutto il processo di vendita.

 

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Connessione tra il settore del marketing e le vendite

Diamo uno sguardo all’imbuto del marketing, costituito da diverse parti e caratterizzato dal fatto che man mano che si scende verso il basso diminuisce il numero degli utenti. Più nello specifico:

  1. La parte in alto è quella della “scoperta”, in cui l’utente si rende conto di aver bisogno di un prodotto o servizio.
  2. La parte centrale è quella della “ricerca”, in cui si mette in moto un processo per trovare una soluzione.
  3. La parte inferiore è quella della “decisione”, in cui l’utente ha preso una decisione e si rivolge al venditore.

È arrivato il momento di passare al funnel delle vendite.

Una volta che l’utente si è convertito in lead, si entra in questa seconda fase in cui il funnel di vendita si divide in quattro passaggi:

  1. Nel primo step le vendite ricevono il lead dal marketing
  2. Nel secondo si fa un prospetto, in cui le vendite guidano il lead alla giusta offerta
  3. Nel terzo c’è la chiusura, ovvero il lead è ormai un compratore a tutti gli effetti e diventa un cliente
  4. Il quarto ed ultimo passaggio è quello della post-vendita, dove il cliente potrebbe aver bisogno ancora di qualcosa e acquistare altro

Queste suddivisioni esistono solo sulla carta. Più stretta sarà la connessione tra il marketing e le vendite e più qualificati saranno i lead. Questi impiegano meno tempo a chiudere quando sono ben informati.

E’ arrivato il momento di chiederci: chi è che rende più facile la ricerca delle informazioni?

La SEO, grazie alla quale le persone trovano le risposte alle loro domande.

La SEO può quindi affiancare il processo di vendita lungo tutto il funnel.

E come abbiamo già detto, far collaborare SEO e sales enablement significa mettere in collegamento il settore del marketing con il settore delle vendite, cosa che può portare grandi vantaggi ad un’azienda.

Come fare per allineare i due settori soprattutto quando si tratta di ottimizzare i motori di ricerca? Un esempio può essere attraverso l’impostazione di riunioni mensili.

Così come il team del marketing organizza riunioni in cui si discutono eventuali problemi con i clienti, errori nel sito o problemi legati alla chiarezza della comunicazione, anche il team delle vendite può fare lo stesso.

Il marketing può considerare le vendite "il suo cliente interno" un concetto molto utile di quello che era il Total Quality Management .

Si possono organizzare riunioni in cui si discutono le strategie, le tattiche, gli obiettivi e le campagne da adottare. La cosa fondamentale è che tutti siano a conoscenza delle varie dinamiche per sapere come muoversi e come lavorare al meglio. Una maggiore comunicazione significa anche avere un team più unito.

Si può sviluppare un playbook strategico per chiarire ruoli e responsabilità, una sorta di manuale che delinea chi fa cosa e quando.  

Marketing e vendite parleranno  la stessa lingua delle vendite e lavoreranno a stretto contatto in un team di SMarketing focalizzato sul cliente. 

Nello SMarketing si fa riferimento al Service Level Agreement, SLA in breve (in italiano, accordo sul livello di servizio).

Specifica le tattiche che verranno utilizzate sia dal marketing che dalle vendite per coinvolgere i contatti, promuovere interesse e azioni. 

Uno SLA di marketing e vendite è un accordo nel quale si definiscono quali sono le responsabilità di ogni reparto e le attività che ogni team si impegnerà a realizzare, al fine di sostenere l’altro nel raggiungere l’obiettivo condiviso.

Il successo inizia con una comunicazione chiara tra marketing e vendite e continua con entrambe le parti che eseguono la loro strategia durante tutto il percorso dell'acquirente.

 

Dalla SEO alle performance di vendita

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Dalla SEO alle performance di vendita

In sostanza il processo SEO inizia con una ricerca e termina con la creazione di contenuti specifici.

Ma qual è la procedura da seguire?

1. Inizia definendo il profilo del tuo cliente ideale

Il tuo team di marketing è entusiasta del numero di lead qualificati nel suo database. Inoltra i lead al team di vendita che, dopo una valutazione, ne scarta il 90%.

Perché? I team di vendita e marketing non erano allineati.

Se il marketing si rivolge esclusivamente al suo sistema di automazione mentre alle vendite consultano il CRM, non c'è allineamento.

Quando il marketing e le vendite interagiscono, aumenta il ROI del marketing, migliora l'efficienza del team di vendita e si ottiene una crescita visibile.

Documentare le buyer persona è un buon punto di partenza.

Le buyer persona stabilite conferiscono a entrambe le squadre un piano comune di azione su  bersagli ben definiti e forniscono informazioni su come farlo. Per le organizzazioni allineate, c'è una probabilità del 67% più alta che i lead generati dal marketing si chiudano.

Marketing e vendite non devono allinearsi solamente con l'identificazione delle buyer persona, entrambe devono entrare nell’ottica del target e di pensare con la stessa mentalità.

Se ad esempio il tuo obiettivo di marketing è quello di creare una connessione emotiva con i tuoi clienti, far interfacciare il tuo interlocutore con un team di vendita focalizzato sulla chiusura, saboterà tutto il lavoro che come team marketing hai fatto attraverso la strategia di contenuti.

Fa del tuo cliente una priorità ed assicurati che gli obiettivi dei tuoi clienti siano compresi ed affrontati anche dal team delle vendite.

Per indirizzare le persone verso il settore di vendita è importante capire di che tipo di persone si tratta. Questo è un ottimo punto di partenza per fare marketing.

Tutto sta nel saper tracciare il profilo ottimale del cliente.

Ma come si traccia questo profilo? Innanzi tutto si può partire dai dati dei clienti effettivi che si posseggono.

Definisci il loro profilo demografico (ad es. età, genere), il loro profilo psicografico (ad es. I loro interessi) e i loro bisogni fra cui i bisogni relativi ai prodotti / servizi che offri.

Essere in grado di identificare più chiaramente i tuoi clienti target ti aiuterà sia a individuare la tua strategia marketing (e ad ottenere un maggiore ritorno sull'investimento) sia a "parlare meglio la lingua" dei potenziali clienti.

Per conoscere le nostre buyer persona abbiamo bisogno di dati quantitativi e qualitativi, l'uso delle metriche di google analytics e l'uso di questionari o dei dati presenti nel CRM, che servono a capire, con un ancora maggior dettaglio, le aspettative, i desideri e i reclami dei nostri utenti.

Tipicamente le buyer persona, sia che operiamo in una realtà B2C o B2B, sono caratterizzate da:
  • Nome e azienda: serve a personalizzare al massimo l’archetipo del nostro utente tipo è importante utilizzare i nomi reali delle aziende o delle persone per risultare più autentici.
  • Dimensioni dell’azienda, entrate mensili, numero clienti, fatturato, investimenti annui in innovazione, livello di organizzazione interna, maturità tecnologica, localizzazione
  • Paese di provenienza: inserire il Paese/Regione/Città di provenienza dell’utente serve per determinare eventuali propensioni all’acquisto e/o potenziale di spesa
  • Fascia d’età: indica la fascia d’età del gruppo target principale per la tua persona
  • Istruzione: il livello di istruzione ricevuto da una persona gioca un ruolo decisivo per quanto concerne il registro comunicativo da adottare
  • Stato civile: è single o sposato/a? Ha dei figli? Com è composta la famiglia? Questi dati sono utili per determinare le priorità della buyer persona
  • Tipo di impiego: la persona lavora a tempo pieno, a tempo parziale o per niente? Qual è il titolo di impiego?
  • Livello di reddito: il reddito influenza il comportamento di acquisto ed il livello di spesa
  • Hobby preferiti: genere musicale, programmi TV  (informazioni importanti per determinare empatia tra brand e consumatori)
  • Social media: su quale social interagisce di più (in questo modo possiamo capire su quali canali andare eventualmente ad intervenire)

Google Analytics ci fornisce tantissimi dati, dalla provenienza dell’utente alla sua navigazione ed interazioni col sito, ecc. Con questi dati possiamo quindi dedurre e creare diversi modelli di comportamento dei nostri utenti.

Il primo segmento utile per iniziare a ricavare valore dai dati di web analytics è la distinzione tra chi ha convertito contro chi non ha convertito.

Una volta creato il segmento possiamo andare ad interrogare il report dedicato alle informazioni demografiche presente in Google Analytics.

A questo punto basta cliccare in uno dei range d’età per “spacchettare” il dato in genere: uomo o donna. Una volta ricavati i dati andremo ad arricchire il nostro segmento di utenti che hanno acquistato.

Successivamente possiamo passare al report dedicato agli interessi e recuperare quante più informazioni possibili sul nostro utente.

Ora potresti anche incrociare questi dati con le Big Five personality traits, oppure con l'indicatore di personalità di Myers-Briggs (MBTI) e definire così ancora più nel dettaglio l’aspetto e la personalità della tua buyer persona.

Fase successiva: capire anche quale device utilizzano per navigare/acquistare e da dove arrivano a livello geografico ed integrare il dato all’interno del segmento. Il dato geografico è molto utile se poi viene incrociato con i dati di reddito (si possono reperire su istat.itstatista.com) per poter determinare l’eventuale propensione di spesa.

Il secondo step da seguire quando vengono create le buyer persona è quello di capire da dove vengono. Per questo motivo, con il segmento utenti aggiornato, possiamo passare al report dedicato all’acquisizione dell’utente.

Le ricerche che i nostri utenti fanno all’interno del sito sono dati sottostimati eppure ci permetterebbero di targetizzare ulteriormente gli utenti verso le categorie/prodotti a cui sono più interessanti.

Utilizzare il report Comportamento > Contenuti del sito > Tutte Le Pagine permette di scoprire quali sono le pagine di maggior interesse per i visitatori e quali sono quelle che generano un maggior vantaggio in termini di conversioni (analizzando la colonna Valore Pagina).

L’interazione del nostro archetipo con il sito è molto importante per definirne sia la personalità sia per capire le azioni che un codice analytics base non permetterebbe di conoscere.

Focalizzarsi sulle esigenze è fondamentale per la produzione di contenuti adeguati e mirati ad un target di persone specifico. 

 

SEO Sales User personas

 

2. Analizza i dati e la documentazione di vendita

Perché analizzare i dati di vendita?

Quando c’è un nuovo cliente ci si chiede chi è l’acquirente di destinazione, chi è che prende le decisioni e quali sono i punti chiave durante il processo di vendita.

Queste domande sono fondamentali per capire come e dove andare a cercare gli acquirenti e quale tipo di contenuti offrire loro. 

In seguito, è necessario fare un’analisi dei vari documenti di vendita, come ad esempio opuscoli o presentazioni, e individuare quello che può essere utilizzato nella ricerca organica.

Questo inventario serve per individuare eventuali lacune e permettere di agire di conseguenza e risolvere. Come abbiamo già detto, ogni fase del compratore va seguita passo per passo, andando a colmare qualsiasi eventuale vuoto durante il percorso.

Nella fase del marketing è bene cercare materiale di vendita interessante come i documenti introduttivi.

Comprendere le intenzioni dell’acquirente e tutte le sfumature del processo di vendita è la chiave del successo per la creazione di un’ottima strategia SEO.

3. Ricerca le parole/gli argomenti chiave più pertinenti con la tua buyer persona

E’ arrivato il momento della ricerca delle parole chiave. Per completare questo step è necessario porsi alcune domande che si presentano durante il processo di vendita.

L’obiettivo è rispondere a tutte le domande con dei contenuti specifici.

La ricerca delle parole chiave può anche aiutare a trovare i problemi dei clienti e quelle lacune di cui non si era a conoscenza.

Queste ricerche sono necessarie perché non basta raggiungere una massima comprensione dell’acquirente, ma bisogna anche capire quali sono le parole chiave che utilizzano e qual è il loro atteggiamento per tutta la durata del percorso.

Fortunatamente i dati raccolti aiutano a formare il processo della ricerca delle parole chiave. Una volta che si hanno i temi delle parole chiave, si può mappare il percorso del cliente e soprattutto si può iniziare ad applicarli ai contenuti generali e alla strategia SEO.

Questo è quello che prevede un buon programma SEO: essere trovati dalle persone giuste al momento giusto.

Come fare per trovare le parole chiave correlate e le domande relative alla funzionalità del prodotto? Si utilizzano degli strumenti appositi, come AnswerThePublic e SEMrush.

3.1 Answer the Public

Answer the Public è un utilissimo strumento di analisi degli utenti in generale e dei tuoi clienti, o potenziali tali, che combina le ricerche suggerite da Bing e Google e le visualizza in quella che potrebbe essere definita una a “search cloud”. Organizzate in categorie “Where”, “Which”, “Who”, “What”, “Are”, “When”, “Why”, “How”, “Will”, “Can”, queste nuvole di ricerca forniscono una panoramica delle domande che le persone stanno digitando nei motori di ricerca dai loro vari dispositivi in relazione, nello specifico, del tuo settore.

Perché la ricerca delle domande che le persone stanno digitando nei motori di ricerca è preziosa per il SEO, il sales enablement ed in generale il content marketing?

Questo tipo di analisi è fondamentale quando devi impostare il SEO per il sales enablement, per impostare contenuti che intercettino il cliente in ogni fase dell'imbuto, in ogni posizione della sua buyer journey. Indirettamente ma con molta precisione ti permette di conoscere il tuo pubblico, i problemi che cerca di risolvere strettamente collegati alla tua attività.
Questa analisi ti aiuta a indirizzare la ricerca di parole chiave (anche se le indagini in lingua inglese forniscono analisi più complete).  Ti aiuta a ottimizzare le frasi chiave long-tail, che come sai sono quelle che si posizionano nella parte finale del funnel.

Ti aiuta in ciò che oggi dovrebbe essere al centro di ogni attività SEO, a rispondere alle domande che ti possono portare negli snippet di Google Search in primo piano nei risultati di ricerca, vincendo una battagli competitiva a livello organico senza paragoni.

Gli strumenti di analisi dei consumatori come Answer the Public possono fornire una visione unica di ciò che questo pubblico sta chiedendo in relazione al tuo prodotto. Il content marketing, può soddisfare le esigenze del tuo potenziale cliente fornendo risposte preziose alle loro domande.

3.2 SEMrush e il targeting per la ricerca di parole chiave

Stabilite le domande che le persone chiedono in relazione al tuo prodotto o servizio e scelto quelle a cui vorresti rispondere, puoi selezionarle ulteriormente con più dati grazie ad uno strumento di ricerca con parole chiave come SEMrush. Questo ti darà il numero di ricerche mensili per parole chiave correlate specifiche, permettendoti di scegliere quelle per le quali desideri ottimizzare le tue risposte.

Il tuo obiettivo sarà quello di elaborare frasi chiave generiche e long-tail nel contenuto che andrai a produrre, sottotitoli in una guida per l'utente o in un articolo di domande frequenti, aumentando ulteriormente la tua pertinenza per il tuo pubblico di destinazione per i parametri di Google.

Con l'aiuto della ricerca per parole chiave, è possibile quindi procedere all'ottimizzazione delle risposte per più frasi chiave a coda lunga che generalmente hanno meno concorrenza.

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4. Ottimizza i contenuti già esistenti

Per rispondere alle domande ricorrenti dei potenziali compratori, i venditori creano i contenuti. I formati con cui comunemente vengono realizzati sono: PDF, video, pagina di destinazione, seminario web.

Per ottimizzare questi formati per i motori di ricerca si può caricare il PDF convertendolo in articolo oppure fornire trascrizioni video per i webinar.

La SEO ha una conoscenza di quali contenuti sono necessari o meno, quanti e quali vengono creati e dove sono presenti.

Questo però non accade in ogni dipartimento, ecco perché è importante mettere in collegamento il marketing con il settore delle vendite, per far sì che ci sia uno scambio di informazioni tra i due e quindi un maggiore vantaggio nella strategia complessiva.

Cerca materiale di vendita interessante per ogni passaggio del marketing funnel, ad esempio documenti introduttivi come le presentazioni, che affrontano la parte superiore del funnel e parole chiave come "Cosa".  Case histories o white paper sono spesso più adatti per i contenuti di metà imbuto, ecc. 

Ad esempio, se un’azienda tiene un webinar potrebbe essere produttivo prendere questo unico contenuto e trasformarlo in diversi moduli. Ecco un modo per ottimizzare i contenuti e condividerli.

L’obiettivo è quello di creare risorse che mirino ad avvantaggiare l’organizzazione nel suo complesso.

Aggiorna costantemente i tuoi contenuti pubblicati in modo sempre più approfondito in questo modo costruirai naturalmente la tua strategia di link in entrata perché le persone tendono a collegarsi a articoli approfonditi.

Struttura meglio i tuoi articoli ad ogni revisione in modo da abbassare sempre più la frequenza di rimbalzo perché sarà più facile leggere i tuoi articoli.

5. Crea nuovi contenuti

Arrivati a questo punto, è il momento di creare contenuti per colmare i vuoti del materiale di vendita.

Una parte della strategia SEO dovrebbe riguardare la creazione di contenuti per ogni problema che l’utente deve affrontare spiegando in che modo il prodotto può risolverlo.

Utilizza Answer the public o Serpstat per aiutarti a scoprire un'idea di contenuto per poi dividerlo in sotto argomenti. Controlla i risultati in "Domande" contenenti il termine principale e prendi nota dei termini popolari presenti in tali domande. In Serpstat facendo clic su qualsiasi parola nella nuvola di tag, filtrerai i risultati fino a quelle domande che contengono solo quella parola. Queste sono sottosezioni per il tuo articolo.

Alcuni suggerimenti per ottimizzare i nuovi contenuti che vengono creati con la SEO:

  • Aggiungere la parola chiave nel titolo, nell’URL, nei tag alt dell’immagine e nei link interni
  • Rendere il contenuto il più facile possibile da consumare attraverso la navigazione o l’uso di immagini e gift
  • Includere le sotto-parole e i sotto-argomenti della keyword principale nel contenuto
  • Fare riferimento ad altri articoli per fornire una guida end-to-end

Attualmente Google sembra privilegiare contenuti lunghi e approfonditi conosciuti come “corner stone content” con un'organizzazione di contenuti conosciuta come “pillar content”, contenuti pilastro.

Si tratta di buoni contenuti suddivisi in sottosezioni logiche collegati fra loro e caratterizzati da immagini che catturano l'attenzione.

Concentrati su articoli lunghi riceveranno trattamenti speciali nelle SERP e ti aiuteranno a coprire più domande correlate all'interno di un unico pezzo. Regola il tuo stile redazionale:

  • Poni delle domande nei tuoi contenuti
  • Fai seguire la domanda con una risposta concisa
  • Elabora ulteriormente la domanda nell'articolo
Otterrai la fidelizzazione degli utenti con contenuti meglio strutturati e quindi più semplici da leggere.

Google ama numeri, passaggi ed elenchi, nella risposta alla domanda, assicurati di elencare numeri e nomi utili. Diventa molto concreto, inserisci tabelle.

Se ad esempio gestisci un ristorante e non elenchi i prezzi del menù sul sito web, Google prenderà la tabella da un portale che li dovesse elencare. Anche se si parla di te, Google non userà il tuo contenuto.

Non esiste un markup specifico per strutturare il tuo contenuto. Google sembra non aver bisogno di altri indicatori che il tag <table> (definisce una tabella HTML), il tag <ol> (definisce un elenco ordinato - numerico o alfabetico), il tag <li> (definisce le voci dell'elenco) e il tag <ul> (definisce un elenco non ordinato).

Devi assicurarti che il contenuto risponda a molte domande simili, sempre Ahrefs ha rilevato che una volta che una pagina viene visualizzata, è probabile che venga visualizzata in molte query simili. Ciò significa che dovrebbe essere strutturato e formulato in modo da rispondere a molte domande correlate. Google determina bene le domande sinonimiche e strettamente correlate, non ha senso creare una pagina separata che risponda a ciascuna domanda specifica.

Creare un articolo solido che affronti molte domande correlate è una strategia efficace se si vuole essere presenti nelle box di risposta

Per combinare molte domande strettamente correlate in un articolo, devi organizzare correttamente le tue domande e ciò ti aiuterà anche a strutturare bene i tuoi contenuti. Una parola chiave generica crea una sezione o una categoria del contenuto pilastro, una query di ricerca più specifica diventa il titolo dell'articolo.

Le query più specifiche determinano i sottotitoli dell'articolo e ne definiscono la struttura
Ci saranno più query strettamente correlate che andranno tutte sotto un singolo sottotitolo.

Non per forza tutti i contenuti devono essere scritti. Si possono utilizzare anche video o documenti interattivi.

6. Massimizza la rilevanza dei contenuti pubblicati

Terminate le analisi con gli strumenti sopra indicati, elaborati e pubblicati i contenuti online è possibile che una porzione del tuo contenuto sia inserita in uno dei "Featured Snippets" di Google al fine di presentare agli utenti risposte senza dover fare clic su un sito web.

Apparire in un featured snippet darà al tuo marchio una straordinaria esposizione, spingerà in  seconda pagina delle ricerche alcuni risultati dei tuoi concorrenti e ti posizionerà come esperto di settore attribuendoti la thought leadership, un inestimabile valore per i tuoi potenziali clienti. 

Alcune aziende hanno evidenziato un aumento del traffico fino al 20-30% in più mentre detenevano lo snippet in primo piano per la query relativa.

Come puoi favorire l'inserimento dei tuoi contenuti negli snippet in primo piano di Google?

Secondo una ricerca di Ahrefs, il 99,58% delle pagine in vetrina è già nella top 10 di Google e secondo Getstat il 70% dei frammenti proviene da siti esterni alla prima posizione organica. Quindi, se hai già un punteggio elevato per le query di ricerca correlate, hai ottime possibilità di essere presentato, è necessario che la pagina sia classificata nella top 10, ma non è necessario che sia in prima posizione per essere inclusa.

Dato che hai delle possibilità di essere presentato fra gli snippet in evidenza per i termini con cui  le tue pagine si stanno già classificando tra le prime 10 posizioni delle ricerche Google, inizia a concentrarti su queste. Migliora il tuo ranking generale specialmente per le query informative a coda lunga.

Identifica per quali frasi hai già un punteggio elevato, queste saranno i più facili da essere mostrate in snippet una volta ottimizzate per le caselle di risposta. Google Search Console mostra quali query di ricerca inviano clic. Per trovare quel rapporto, fai clic su "Cerca nel traffico" e poi su "Cerca Analytics".

Seleziona la casella per mostrare la posizione che le tue pagine conservano per ciascuna e avrai la possibilità di vedere quali fra le tue query sono più efficaci. Poi utilizza i filtri per trovare le query di tipo interrogativo tra quelle.

Esistono delle categorie informative che aumentano di molto la possibilità di essere inserito ma se la tua nicchia non è il fai-da-te, la salute o la finanza, non fartene un problema.

Diversi studi confermano che la maggior parte degli snippet in primo piano sono attivati da parole chiave long-tail. Infatti, più parole vengono digitate in una casella di ricerca, maggiore è la probabilità che ci sia uno snippet in primo piano.

È sempre una buona idea iniziare con la ricerca delle parole chiave come illustrato ai punti 3.1 e 3.2.

Indirizzati verso l'intento informativo, non solo verso le domande. Secondo lo studio Ahrefs , la stragrande maggioranza delle parole chiave che innescano snippet in evidenza erano domande long-tail senza parole interrogative in esse.

Aiutati anche con uno strumento di ricerca per parole chiave che mostri immediatamente se una query attiva i risultati in primo piano. Usa Serpstat per la ricerca di parole chiave perché combina la ricerca di parole chiave con la ricerca di snippet in primo piano e consente di vedere quali delle parole chiave attivano le caselle di risposta.

Serpstat ti aiuta a battere la concorrenza permettendoti di filtrare le query con le migliori prestazioni in base alla presenza di caselle di risposta e mostrandoti i punti di forza e di debolezza dei tuoi concorrenti.

Sfoglia anche Google per ulteriori domande, osserva le sezioni "Le persone chiedono" “People also ask" quando ne vedi una nei risultati di ricerca. Fornisce una visione approfondita delle domande che Google ritiene pertinenti a ciascun argomento.

Quando inizi ad espandere le domande per vedere le risposte, verranno aggiunte sempre più domande nella parte inferiore della finestra.

Formatta i contenuti di cui disponi per agevolare al massimo le possibilità di inserimento sui "Featured Snippets".

Uno studio di AJ Ghergich rivela che la lunghezza media di un “snippet paragrafo” (il più comune) è di 45 parole minimo con un massimo è di 97 parole, con i caratteri che vanno da 293 a 752, con le liste composte da 4/5 punti minimo a 8, con all'interno 10/11 parole fino a 64. Tabelle di 3/4 righe ad un massimo di 9 e minimo 2 colonne, massimo 3.

 

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Una società dovrebbe essere in grado di capire quale materiale viene utilizzato più spesso per ottimizzare tutti i passaggi da fare, così da migliorare la customer journey.

Le informazioni che si ricavano possono migliorare il tasso di conversione, perché si è a conoscenza di ciò che piace alle persone e di ciò che cercano nelle varie fasi del funnel di vendita. Queste informazioni, inoltre, possono rivelarsi utili anche per i venditori.

Più informazioni i venditori hanno sui loro lead e più possono guadagnarci.

SEO aiuta a migliorare l’abilitazione alle vendite. Abbrevia i cicli di vendita e aiuta i venditori a raggiungere la loro quota, se non addirittura ad aumentare gli affari.

Ma c’è anche un’altra attività importante da poter svolgere. Prima abbiamo parlato dell’utilità di analizzare i dati di vendita per tenere informata la strategia SEO, ma è possibile fare anche il contrario, ovvero, in qualità di SEO si impiega il tempo a compiere analisi per studiare il comportamento degli utenti, cosa piace e cosa non piace, come sta andando il sito web e cosa si può migliorare.

Ovviamente si controllano anche i risultati di ricerca e la concorrenza.

Ed ora, sarebbe utile passare tutte queste informazioni al team di vendita. In questo modo i team di vendita:

  1. Possono creare temi di contenuto dalle prestazioni migliori
  2. Possono studiare al meglio le campagne della concorrenza, le loro strategie e la messaggistica da loro usata, così da poter agire di conseguenza
  3. Possono controllare le recensioni dei clienti ed eventuali reclami, poiché si lavora per ottenere dei feedback positivi e cercare di azzerare quelli negativi.

Allineare gli sforzi e collaborare è fondamentale, soprattutto tra SEO e vendite, per ottenere una crescita più rapida e risultati migliori.

 


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